Prevenire il bullismo con l'aiuto dei cani
“Bull i Dog” è un progetto sperimentale e innovativo che durerà tre anni e vedrà coinvolte tre prime classi della scuola media “Ada Negri”
Dopo la fase di discussione ed elaborazione, seconda tappa del progetto di prevenzione contro il bullismo proposto da Distretto sociale Don Bosco, Intendenza scolastica in lingua italiana, scuola media “Ada Negri” e “GliAmicidiSari”. È, infatti, arrivato il momento dedicato alla formazione di insegnanti e genitori.
Si chiama “Bull i Dog” il progetto sperimentale di prevenzione del bullismo avviato, su proposta del Distretto Sociale Don Bosco dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano, nella scuola media “Ada Negri”. Durerà tre anni e vedrà coinvolti istituzioni (Distretto, Intendenza scolastica,Forze dell’ordine), adulti (insegnanti, genitori, operatori scolastici), ragazzi e cani. Per sperimentare le proprie emozioni - riconoscendo paura, rabbia, frustrazione o gioia - per aumentare il senso di responsabilità e la capacità di socializzare, per rafforzare l’autostima e diminuire l’eventuale aggressività, gli studenti di tre classi della Ada Negri faranno la conoscenza e lavoreranno con operatori e cani della cooperativa sociale “GliAmicidiSari”. Il metodo è sicuramente innovativo, ma sostenuto da importanti studi che sottolineano come questi animali, tramite un’interazione professionalmente guidata, possano fornire assistenza durante i processi di crescita e sviluppo dei ragazzi. Questo perché soddisfano il bisogno di dare e ricevere affetto, sviluppano gli atteggiamenti di cura e rispetto nei riguardi degli individui più deboli, ma soprattutto permettono di comprendere che esistono esigenze diverse dalla proprie alle quali bisogna adattarsi: tutti aspetti che si contrappongono agli atteggiamenti prepotenti che caratterizzano il comportamento dei cosiddetti bulli.
“Era da tempo che pensavamo a piccoli interventi di prevenzione - afferma Fabiola Petilli, direttrice del Distretto sociale Don Bosco – ma ci siamo resi conto che era necessaria un’azione che andasse al cuore del fenomeno in maniera articolata. Così ci siamo messi attorno a un tavolo con numerosi altri soggetti interessati - in primis l’Intendenza scolastica, dato che il bullismo ha nella scuola il proprio palcoscenico privilegiato – e abbiamo elaborato questo progetto, molto complesso e sul lungo periodo. Per noi è stato naturale coinvolgere la media ‘Ada Negri’, non perché interessata ad episodi di bullismo, bensì per la collaborazione già da anni in corso, l’interesse e la sensibilità dimostrati da dirigente e docenti”.
Ora, dunque tocca a loro: lunedì 29 ottobre dalle 15 alle 18, infatti, tutti gli insegnanti della Negri e quelli delle quinte classi dell’elementare Don Bosco (sede del corso) saranno impegnati nel primo di tre incontri formativi dedicati al fenomeno bullismo. Si comincerà dunque inquadrando il problema e valutandone gli aspetti, si indagherà sulla relazione uomo-animale, si confronteranno le esperienze per costruire percorsi mirati. Due, invece, gli appuntamenti diretti ai genitori per, fra l’altro, definire il problema, spiegare come riconoscerlo, illustrare il progetto.
Da febbraio si entrerà quindi nel vivo del lavoro con le tre prime classi individuate per la sperimentazione, (scelta fatta in base all’osservazione avvenuta a settembre durante la settimana di accoglienza degli allievi) a cui hanno partecipato per un primo contatto anche gli operatori e gli animali de “GliAmicidiSari”. Le due prime classi che non verranno coinvolte fungeranno, invece, da “gruppo di controllo” per confrontare gli esiti del progetto. Oltre alle attività di gruppo con gli animali, i ragazzi in futuro saranno chiamati a compiere un lavoro di riconoscimento di luoghi e situazioni dove esiste maggior “pericolo” di aggressione e di prevaricazione per arrivare ad elaborare strategie di protezione e di assunzione di responsabilità così da essere protagonisti della propria e altrui sicurezza.
Un’equipe operativa, che si incontrerà ogni mese, è stata creata per consentire nell’arco dei tre anni una buona programmazione dell’attività, un efficace coordinamento e una costante e valida verifica. Ne fanno parte: un esperto e lo psicologo della cooperativa sociale “GliAmicidiSari”; la psicologa dello sportello scolastico, un professore o una professoressa per ogni classe impegnata della scuola media Ada Negri, un’educatrice del Distretto sociale Don Bosco.
Per informazioni: Fabiola Petilli, Direttrice Distretto sociale Don Bosco – Cell. 349 4957397