Pandora - storia di una bambina
Giovedì 29 novembre 2007 (ore 20) approda al Teatro Comunale di Gries lo spettacolo realizzato da utenti e operatori del laboratorio occupazionale di Viale Europa, 138. Il percorso compiuto per mettere in scena “Pandora storia di una bambina” ha consentito un apprendimento multiplo, un rafforzamento dell’autostima, un miglioramento delle capacità di comunicazione e socializzazione. E regala molte emozioni.
Dall’aprile del 2006, per una volta alla settimana, il laboratorio occupazionale di Viale Europa, 138 si trasforma in laboratorio teatrale e prova “Pandora storia di una bambina”. Succede quasi sempre il mercoledì, dalle 9.30 alle 11. All’inizio c’è stata una fiaba della tradizione popolare russa, “Vassilissa la bella”, narrata da Paola Soccio e molto piaciuta: i personaggi e le vicende hanno appassionato e colpito l'immaginario collettivo. La regista è diventata la referente teatrale del gruppo – formato da persone con disabilità psichiche e cognitive di vario genere e dalle operatrici che le seguono – nel percorso di rielaborazione della storia: ognuno ha avuto modo di interpretare la narrazione inserendo le proprie esperienze personali, i propri timori, i dolori, ma anche i momenti felici e quelli segreti. Così la matrigna di Vassilissa assomiglia forse ad una cattiva madre, reale? Il temporale in cui cavalcano i cavalieri neri ha ricordato notti passate nella paura? La casa inospitale è il collegio in cui si è sofferto? La prima tappa pubblica di questo percorso è stata una "prova aperta" per i familiari proposta per il Natale 2006. Visto il risultato positivo è nata quindi l’idea di approfondire il linguaggio teatrale e far nascere un vero e proprio spettacolo.
“In questo lavoro – spiega Paola Soccio - abbiamo posto particolar attenzione al linguaggio del corpo, il movimento individuale e collettivo, analizzando e sviluppando le varie improvvisazioni del processo creativo. Si tratta di un ‘work in progress’ dove personaggi e azioni sono in continuo divenire e lasciano spazio a soluzioni drammaturgiche nuove e interessanti”. Ma l’emozione c’è tutta sin d’ora: la sessione del mercoledì è intensa, contrappuntata da idee, ricordi, errori e risate. “Per i nostri utenti partecipare a questo laboratorio – racconta Daniela Voltani, educatrice e assistente del progetto - è stato molto importante sia a livello personale sia dal punto di vista educativo-didattico. Ha infatti accresciuto l’autostima, consentito maggiore libertà di espressione, permesso di sviluppare tutta una serie di competenze professionali e artistiche, sviluppato il linguaggio, la memoria, favorito la coordinazione, il rispetto degli altri, sviluppato la capacità di socializzazione. Anche per gli operatori si è trattato di un’esperienza unica e originale perché hanno dovuto mettersi in gioco in prima persona spogliandosi del loro ruolo e di molte sicurezze”.
“Nel linguaggio teatrale ciascuno è diverso – dice Paola Soccio – e in questo caso un buon regista è anche colui che valorizza le potenzialità di ciascuno nel pieno rispetto delle singole individualità. Le persone cosiddette disabili non fanno una fatica maggiore degli ‘altri’, anzi: le forti capacità espressive, la libertà di lasciarsi andare e la grande potenzialità comunicativa, sono ingredienti vincenti per coinvolgere ed emozionare lo spettatore che guarda e condivide questa esperienza”. Così è stato anche nella seconda uscita della performance: il convegno organizzato dall’Istituto pedagogico “Star bello a scuola” (28.09.2007).
“Non sapevamo come il gruppo avrebbe reagito in un contesto nuovo ed estraneo – afferma Daniela Voltani - invece sono stati tutti bravissimi, concentrati, emozionanti”. “Il gruppo – aggiunge Paola Soccio – sembra abbia quasi una necessità, un’urgenza di fare teatro. A livello umano questo incontro mi ha dato tantissimo e a livello professionale mi ha aperto nuovi orizzonti: lavoro alla pari con persone fortemente motivate e con colleghi che si confrontano per cercare assieme un linguaggio senza riserve”.
Ora una nuova tappa, probabilmente la più complessa perché su un vero e proprio palco: giovedì 29 novembre al Teatro Comunale di Gries. Il sipario si alzerà alle 20. L’ingresso è libero. La sorpresa sarà grande anche per chi recita: Mara Bigotto, Flavia Bregantini, Marco Merante, Marco Minotto, Tania Pili, Daniela Quadrelli, Sonia Ramazzina, Marta Serafini, Paola Soccio, Rosanna Tutino, Moreno Zeni, Luigi Zuccolo.
Per informazioni: Daniela Voltani, educatrice laboratorio occupazionale 333 5442394