Giovani volontari europei: una risorsa per i servizi sociali della nostra città.
Markus, Susanne e gli altri: ragazze ragazzi da tutt’Europa svolgono un anno di volontariato nella nostra città, a servizio delle persone più deboli. Bilancio di un’esperienza che ha dato tanto sia a loro che alle persone che hanno assistito.
Lui vuole studiare per diventare fisico e matematico, lei logopedista. Sono due dei 7 volontari europei che scelgono di passare un anno aiutando persone più deboli, anziani o portatori di handicap, nella nostra città. Lei berlinese, lui di Ratisbona (Baviera), sono arrivati attraverso percorsi differenti e diverse agenzie europee alla Casa di riposo Don Bosco, in via Milano, dove coadiuvano i due animatori Silvia e Moreno nelle tante attività rivolte ai 165 ospiti della struttura. Susanne, 20 anni, dopo la maturità, ha voluto mettersi alla prova, testare la propria propensione a dedicarsi agli altri, e contemporaneamente fare un’esperienza nuova, all’estero, imparando così anche una lingua straniera. Markus, 21 anni, avrebbe dovuto prestare il servizio militare, ancora d’obbligo in Germania, ma ha scelto l’obiezione di coscienza, spinto dal desiderio di “fare qualcosa di molto pratico, a contatto con le persone, prima di dedicarmi alle materie che mi affascinano, cioè la fisica e la matematica, bellissime, ma così astratte”. Due bravi ragazzi che, insieme ad altri colleghi provenienti dalla Germania, Olanda, Norvegia, dislocati in altre strutture, hanno saputo unire l’utile al dilettevole: “Io organizzo le tombole, aiuto in sala pranzo, accompagno gli anziani alle terapie e nelle uscite” racconta Susanne, mentre Markus, tra le tante attività, è molto gettonato, soprattutto dalle ospiti, per farsi accompagnare al mercato, quello del lunedì in piazza Don Bosco, o quello del giovedì in piazza Matteotti. A parte l’impegno a tempo pieno nella struttura, dove si sono fatti molto apprezzare sia dai colleghi che dagli ospiti per la capacità d’ascolto e per la disponibilità, i due ragazzi che finiranno l’esperienza quest’estate, per lasciare il posto ad altri giovani europei, hanno sfruttato il tempo libero e i week-end per conoscere non solo Bolzano, dove si sono trovati benissimo, ma anche il resto dell’Alto Adige ed altre città italiane. Hanno imparato la lingua, stretto nuove amicizie, insomma, concordano soddisfatti, “un’esperienza del tutto positiva ed appagante sotto ogni profilo”. E non solo per loro.