Contro il Bullismo con l'aiuto dei cani
Il progetto sperimentale del Distretto sociale Don Bosco “Bull i Dog”con le tre prime classi della scuola media “Ada Negri” è entrato nel vivo del suo programma.
I ragazzi, seduti tranquilli e ordinati nell'anfiteatro del cortile della scuola, attendono con entusiasmo e trepidazione l'arrivo dei loro insegnanti un po' speciali, ovvero i cani e gli operatori della cooperativa sociale GliAmiciDiSari: "Fossero sempre così attenti e partecipativi anche in classe, sarebbe davvero tutta un'altra cosa fare lezione" sospira una degli insegnanti coinvolti in "Bull i Dog", il progetto sperimentale di prevenzione del bullismo avviato, su proposta del Distretto Sociale Don Bosco dell'Azienda Servizi Sociali di Bolzano, nella scuola media "Ada Negri". Nel complesso il progetto durerà tre anni coinvolgendo istituzioni (Distretto, Intendenza scolastica, Forze dell'ordine), adulti (insegnanti, genitori, operatori scolastici), ragazzi e cani.
Dopo le serate informative e gli incontri con i genitori e con gli insegnanti avvenuti nei mesi scorsi, dallo scorso marzo il progetto con i ragazzi è entrato nel suo vivo: settimanalmente gli studenti delle classi coinvolte, insieme ai loro insegnanti e all'interno dell'orario scolastico, incontrano i cani Funky, Neo, Sari Demì, guidati dall'addestratrice cinofila ed educatrice Liviana Faoro. Una lezione molto diversa dalle solite, dove i ragazzi sì apprendono molte nozioni, per esempio sul comportamento del cane, ma soprattutto dove essi imparano a sperimentare le proprie emozioni, riconoscendo paura, rabbia, frustrazione o gioia. Rafforzano così l'autoconsapevolezza nella relazione con gli altri e quindi la capacità di socializzare, a tutto beneficio dell'autostima: tutte competenze che si contrappongono agli atteggiamenti che caratterizzano il comportamento dei cosiddetti "bulli" che, non trovando il modo giusto per esprimere emozioni e frustrazioni, sfogano tutto in aggressività e prepotenza.
Ma perché è utile imparare proprio dai cani? "Il cane è l'animale più adatto per fare questo lavoro con i ragazzi" spiega lo psicologo dell'associazione Alberto Dal Negro "perché sono sempre se stessi, ciascuno con la propria personalità, comunicano attraverso segnali chiari, senza filtri, e tirano fuori tutte le emozioni, in modo diretto ed inequivocabile".
Mentre i ragazzi, da soli o in piccoli gruppi, sempre guidati da Liviana, si siedono intorno ai cani, entrano in sintonia con loro, li accarezzano con dolcezza, provano ad impartire loro facili comandi e ad interpretarne umore e stati d'animo, Silvia Fusaro, educatrice del Distretto sociale Don Bosco, fornisce le motivazioni del progetto: "I ragazzi oggi sono sempre più coinvolti in stili di vita basati su relazioni distorte: non c'è la ricerca dello stare bene con l'altro e di far star bene l'altro. La relazione diventa invece spesso una modalità per ottenere un determinato potere e dominio sull'altro. Il bullismo è una manifestazione di questo modo di affrontare la relazione: un vero e proprio stile di vita basato sulla prevaricazione e sulla prepotenza".
Uno stile di vita dannoso, sia per chi le prepotenze le subisce sia per chi le esercita. "Era da tempo che pensavamo a piccoli interventi di prevenzione - afferma Fabiola Petilli, direttrice del Distretto sociale Don Bosco - ma ci siamo resi conto che era necessaria un'azione che andasse al cuore del fenomeno in maniera articolata. Così ci siamo messi attorno a un tavolo con numerosi altri soggetti interessati e abbiamo elaborato questo progetto, molto complesso e sul lungo periodo. Per noi è stato naturale coinvolgere la media 'Ada Negri', non perché colpita più di altre scuole da episodi di bullismo, bensì per la collaborazione già da anni in corso, l'interesse e la sensibilità dimostrati da dirigente e docenti".
Il progetto "Bull I Dog" prevede che, quanto sperimentato dai ragazzi negli incontri con i cani, venga poi discusso e rielaborato insieme agli insegnanti in classe. Un'equipe operativa, di cui fanno parte, oltre agli operatori de "GliAmiciDiSari", anche la psicologa della scuola Daniela Rossi, l'educatrice del distretto Don Bosco Silvia Fusaro, la coordinatrice del progetto nella scuola Antonella Gaiardoni e gli insegnanti delle classi coinvolte, si incontra regolarmente per verificare il procedere del progetto e per consentire, nell'arco dei tre anni, una buona programmazione dell'attività, un efficace coordinamento e una costante e valida verifica.
Nonostante il progetto sia di lungo periodo, già si registrano i primi segnali positivi: "A parte certi effetti diretti, come quello su una bambina che prima era terrorizzata dai cani, ed ora ha con loro un rapporto molto disteso, notiamo che alcuni ragazzi che in classe hanno qualche difficoltà a socializzare e a rapportarsi con gli altri, stanno acquisendo più sicurezza e stanno imparando ad entrare in contatto diretto col gruppo" racconta Sonia Merlin, una delle insegnanti coinvolte nel progetto.
Oltre alle attività di gruppo con gli animali, i ragazzi in futuro saranno chiamati a compiere un lavoro di riconoscimento di luoghi e situazioni dove esiste maggior "pericolo" di aggressione e di prevaricazione per arrivare ad elaborare strategie di protezione e di assunzione di responsabilità, così da poter essere protagonisti della propria e altrui sicurezza.