Primo film della rassegna IPOD GENERATION - 4 febbraio
"Il calamaro e la balena" 04.02.09 ore 20.30
Primo film della rassegna "IPOD GENERATION" al Cristallo
Mercoledì 4 febbraio, alle ore 20.30, presso il Centro Culturale Cristallo di via Dalmazia 30 (secondo piano) avverrà la proiezione del film "Il calamaro e la balena", di Noah Baumbach, il primo della rassegna "IPOD GENERATION" dedicata al dialogo intergenerazionale.
L'iniziativa, nata da una collaborazione tra l'Azienda Servizi Sociali di Bolzano, il Comune di Bolzano, il Forum Prevenzione e il Teatro Cristallo, offre attraverso il linguaggio universale del cinema un percorso di sostegno alle famiglie, allo scopo di favorire la comunicazione, la comprensione e la relazione fra le generazioni.
Il progetto fa parte delle azioni di intervento previste nel Piano di settore "Dipendenze" elaborato dall'Azienda Servizi Sociali di Bolzano e rientra nella pianificazione strategica e della programmazione dei servizi del Comune di Bolzano, assessorato alle Politiche sociali e Pari Opportunità.
Alla fine di ogni proiezione, genitori e ragazzi potranno approfondire con gli operatori presenti in sala gli argomenti toccati dalla pellicola.
Il film
"Il calamaro e la balena" ( USA 2005)
REGIA: Noah Baumbach
SCENEGGIATURA: Noah Baumbach
FOTOGRAFIA: Robert D. Yeoman
MONTAGGIO: Tim Streeto
MUSICHE: Dean Wareham, Britta Phillips
INTERPRETI: Jeff Daniels, Laura Linney, Jesse Eisenberg, Owen Kline
1987, Brooklyn, New York. Una coppia di intellettuali, Bernard e Jan Berkman, deve gestire la fine del proprio matrimonio e le sue ripercussioni sui figli adolescenti. Tra la patetica celebrazione del mito dell'intellettuale e l'incapacità di tenere i figli al riparo delle proprie meschinità, osserviamo l'oscillare smarrito dei due adolescenti alla ricerca di una propria dimensione. Ispirato alla biografia del regista, collaboratore di Wes Anderson, il film alterna i tratti della farsa paradossale e lunatica a momenti di grande drammaticità, sommessa e non caricata. Recitazione e toni seguono uno stile trattenuto che pare l'unica possibile espressione del senso di smarrimento e confusione che caratterizza tutti i personaggi. La camera indaga gli interni, scruta con occhio indiscreto e mobile dialoghi e silenzi, rilanciando allo spettatore infinite questioni aperte ed irrisolte. I protagonisti sono spesso preda di una mistificazione della realtà che li spinge a interpretare ruoli fasulli, proiezioni di miti interiori irraggiungibili. E lo spettatore segue questo muoversi di adulti che non vanno da nessuna parte, incapaci di percorrere le varie strade che intraprendono. Forse l'unica ancora di salvezza di fronte a tanta dispersione è indagare l'origine delle proprie paure, guardare in faccia i "miti mostruosi" per scoprirne il carattere inerme.