Rete antiviolenza: oggi il primo seminario
ASSB coinvolta in prima fila dal progetto promosso dal Comune di Bolzano
Inaugurato oggi con un convegno a Casa Kolping il progetto "Una comunità in rete per contrastare la violenza di genere" promosso dal Comune di Bolzano, insieme all'Azienda Servizi Sociali di Bolzano e le associazioni GEA, Donne-Nissà e La Strada. Si tratta di un progetto della durata di circa due anni, finanziato in gran parte dal Dipartimento per le Pari Opportunità del Consiglio dei Ministri che l'ha premiato come il secondo miglior progetto a livello nazionale presentato all'interno di un apposito concorso.
La violenza di genere è un fenomeno diffuso e sommerso anche nella nostra società, dove solo una piccola parte delle violenze sulle donne viene riconosciuta e denunciata. Da qui è nata l’esigenza di un un lavoro di rete tra tutti i soggetti che possano a diverso titolo entrare in contatto con il fenomeno e che, grazie a questo progetto, troveranno un linguaggio comune per identificarlo e per aiutare nel concreto le donne che ne sono vittime. Il direttore dell'ASSB Bruno Marcato, alla conferenza di presentazione del progetto, ha ricordato come la costituzione di una rete per contrastare la violenza di genere sia stato scelto come uno degli obiettivi primari nel Piano di settore Donne in situazione di violenza del 2008 elaborato dall'ASSB che ha anche per la prima volta analizzato e differenziato tutti i diversi tipi di violenza di genere, dove quella domestica è senz'altro la più diffusa, anche se la più difficile da riconoscere e contrastare. Con la partecipazione attiva e il sostegno alla rete l’Azienda si attende un ulteriore sviluppo in termini qualitativi del servizio offerto alle donne in situazione di violenza ed in una maggiore opportunità di sostegno delle donne maltrattate. La costituzione dell’osservatorio previsto dal progetto “Una comunità in rete per contrastare la violenza di genere” permetterà inoltre di conoscere maggiormente il fenomeno della violenza contro le donne in città ed individuare ulteriori strategie ed azioni per contrastare il fenomeno.
Casa delle Donne, centro Antiviolenza e Alloggi protetti
Nel contrastare il fenomeno della violenza di genere ed nell’offrire sostegno alle vittime, l’attività istituzionale dell’ASSB consiste nel coordinamento del Servizio Casa delle Donne nella città di Bolzano, composto da un Centro Antiviolenza e da una Casa delle Donne gestiti in appalto, su mandato dell’Azienda, dall’Associazione GEA, e da una seconda struttura residenziale, gli Alloggi Protetti, gestita sulla base di una convenzione con l’Azienda dall’Associazione Haus der geschützen Wohnungen . Queste strutture, dagli indirizzi segreti per motivi di sicurezza, accolgono nostre concittadine vittime di violenza, insieme ai loro figli, per il periodo necessario ad intraprendere un percorso di uscita dalla situazione di violenza. Il Centro d’ascolto Antiviolenza (in via del Ronco 17 , a Bolzano, tel. 0471 513 399, Linea di emergenza 24 ore al Numero verde 800 27 64 33) dà immediato aiuto e consiglio alle donne vittime di violenza su come difendersi dalla violenza ed su come uscire dalla spirale di paura e rassegnazione che questa genera nelle sue vittime.
Le donne devono sapere che esistono questi servizi, che subire violenza di qualsiasi tipo non è né accettabile, né inevitabile. Devono sapere che non bisogna provare vergogna in quanto vittime, perché è chi la violenza la compie che si deve vergognare; che subire violenza, magari per “amor dei figli” o per non “sfasciare la famiglia” non aiuta mai i bambini, ma li danneggia fortemente nel loro processo di sviluppo.
La cittadinanza avrà modo di conoscere più approfonditamente l’offerta dei servizi sociali di cui sopra in occasione del Decennale ASSB, il 16 maggio prossimo (piazza Walther). In tale occasione e fino al 22 maggio sarà allestita al Plural Cafè delle Donne di piazza Parrocchia la mostra fotografica “Tra sogno e realtà” con scatti realizzati dalle ospiti delle due strutture all’interno di un workshop tenuto dalla fotografa Eleonora Gelmo.