''Troccolo'' cerca famiglia

2009-022 | 04/05/2009



Firmato il protocollo operativo tra ASSB, AiBi e AFA per promuovere in città l’istituto dell’affido familiare.
L’11 maggio prossimo, alle ore 20.30, presso lo Svi.co.Land di via Similaun 26, serata informativa per famiglie o single – senza limiti d’età – interessati a divenire affidatari.

Sono ancora tanti a Bolzano i minori per i quali risulta difficile trovare una famiglia affidataria in grado di accoglierli per un tratto più o meno breve della loro vita, donando loro quell’affetto, quell’attenzione e quella stabilità che purtroppo i genitori d’origine, per molte diverse cause, temporaneamente non sono in grado di assicurare. E’ vero, nella banca dati del Centro Affidi ASSB che a Bolzano si occupa di affidi su tutto il territorio comunale non mancano le famiglie, o le persone singole, che offrono la loro disponibilità, ma spesso questa è limitata solo a determinate ore e/o giorni la settimana, per cui non sempre può rispondere all’esigenza di continuità e stabilità che la natura stessa dell’affido richiede. Attualmente a Bolzano sono 92 i minori in affido, di cui 41 part-time, quindi solo per alcune ore al giorno o solo alcuni giorni la settimana, e 51 a tempo pieno, che quindi di fatto convivono con la famiglia affidataria. Nel caso dei part-time si tratta spesso di bambini anche di bimbi piccolissimi, per esempio figli di donne straniere sole che lavorano con turni incompatibili con altri tipi di soluzione, come asili nido o Tagesmutter. L’età media si alza a 10-11 anni per i bambini in affido full-time ed è soprattutto per questi “grandini” si fatica a trovare una sistemazione adeguata.

Affido, cosa non è: né un lavoro, né un hobby
Accogliere un bambino in affido significa, infatti, innanzitutto aprire i proprio cuore, prima che la porta di casa. I minori che vengono dati in affidamento hanno una famiglia d’origine, ma non possono essere seguiti dai loro genitori perché questi, pur avendo un legame indissolubile con i propri figli, per problemi di salute, o di dipendenze, o con la giustizia, o per diverse difficoltà sociali ed economiche non riescono ad occuparsi della prole, soprattutto non sono in grado di offrire l’affetto e l’input educativo di cui ogni bambino ha bisogno per crescere. Obiettivo dell’affidamento è aiutare il minore a svilupparsi in un contesto quanto più armonico e sereno possibile per il periodo del suo allontanamento dalla famiglia d’origine, nella speranza che nel frattempo i genitori riescano a stabilizzarsi, per poi poter tornare ad occuparsi dei propri figli. La temporaneità del provvedimento è quindi l’aspetto più caratterizzante dell’affido: i genitori affidatari non andranno a sostituirsi a quelli naturali, come avviene per esempio nell’adozione, anzi, laddove è possibile, è richiesta la disponibilità a relazionarsi con la famiglia originaria e a sostenere il legame tra questa ed il minore affidato, comunque supportati anche in questo l’assistente sociale che accompagna e sostiene gli affidatari sotto ogni profilo per tutta la durata dell’affido. Durata che di norma non dovrebbe superare i due anni, ma il provvedimento è prorogabile, come spesso accade, anche per periodi molto più lunghi. Rimane detto tuttavia che il successo di un affido viene decretato nel momento in cui si raggiunge il reinserimento del minore nella famiglia d’origine, vero obiettivo dell’istituto.
Altro aspetto che va assolutamente sottolineato, è che accogliere un bambino nella propria vita, che sia per qualche ora al giorno oppure a tempo pieno, non è né può essere visto come un lavoro: è vero che ci sono delle agevolazioni fiscali e un piccolo contributo per le spese di mantenimento, ma lo spirito dell’affidamento è completamente diverso: si tratta di aprirsi all’accoglienza, per dare affetto e sostegno da un bambino, un’esperienza che, a detta di gran parte di chi la condivide o la ha condivisa, può essere massimamente gratificante e di crescita per tutta la famiglia. L’impegno certamente c’è, anche nel caso si scelga di dedicarsi solo part-time ad un minore affidato: costanza e continuità sono fondamentali per creare un mondo stabile intorno a chi già soffre o ha sofferto molto, il sostegno di chi si dedica loro non può quindi nemmeno essere assimilato ad un hobby, seppur dettato dalle più nobili motivazioni sociali e solidali.

Più sinergie tra pubblico e terzo settore grazie al protocollo operativo
Per promuovere insieme interventi in materia di affido familiare a Bolzano, dalla ricerca di famiglie affidatarie, al procedimento stesso dell’affido, fino al supporto a 360 gradi alle famiglie che hanno deciso di aprirsi e di accogliere un minore in difficoltà, alcune settimane fa l’ASSB, l’associazione Amici dei Bambini AiBi e l’AFA, Associazione delle Famiglie Affidatarie, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa allo scopo di intensificare la collaborazione, definire le competenze e sfruttare meglio le sinergie tra associazioni del terziario attive in questo settore sociale ed ente pubblico, in attuazione del principio di sussidiarietà cui deve aspirare ogni amministrazione territoriale.
Sostanzialmente, l’AiBi si occupa maggiormente di sensibilizzare i cittadini e le famiglie bolzanine sul problema dei bambini in difficoltà nella nostra società, in particolare attraverso serate informative nei vari quartieri cittadini, e offre un primo percorso di formazione alle famiglie interessate. Il Centro Affidi dell’ASSB, che dal 2006 ha una sua sede in via Mendola 121/1, insieme allo Spazio Neutro, si occupa materialmente della valutazione delle famiglie o persone aspiranti affidatarie, attraverso la collaborazione di un team di psicologi e assistenti sociali dei consultori familiari AIED, MESOCOPS e P.M. Kolbe, di inserirle nella propria banca dati e di trovare quindi il giusto abbinamento tra minore e famiglia. L’AFA, associazione famiglie affidatarie, offre invece tutta una serie di sostegno e consulenze, basate appunto sull’esperienza concreta e di “vita vissuta” dei suoi soci, a chi accoglie un minore nella propria vita.

Serate informative: prossimo appuntamento l’11 maggio allo Svi.co.Land di via Similaun 26
Chi volesse avvicinarsi a quest’esperienza, o anche solo informarsi in materia di affido, può partecipare ad una delle diverse serate informative in programma per tutto il 2009. Alle serate dal titolo “Accogliere per essere accolti”, oltre ai referenti del Centro Affidi, dell’AiBi e dell’AFA e ad alcuni membri del team di valutazione, partecipano anche persone affidatarie che raccontano le proprie esperienze e rispondono alle domande dei presenti. Si ricorda che non ci sono limiti anagrafici per diventare affidatari, possono farlo sia coppie sposate o non sposate, con o senza figli, single. Il prossimo incontro serale è previsto per l’11 maggio, alle ore 20.30, presso lo Svi.co.Land di via Similaun 26, grazie al supporto dell’associazione La Vispa Teresa.


Informazioni
Centro Affidi e Spazio Neutro ASSB
Shalini Durante
via Mendola 121/1 - Bolzano
tel. 0471  912449.
AiBi, Amici dei Bambini
Paola Cozza
via Isarco 6 - Bolzano
tel.  0471 301036      

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